Tattoo: è vero che ci serve per esprimerci?

I tatuaggi, come i piercing, appartengono al fantastico mondo della body modification, ossia della modificazione del corpo a scopo estetico. Al pari dei piercing, i tatuaggi nascono dal desiderio di avere sulla propria pelle un segno distintivo, qualcosa di speciale da avere sempre con sé.

Il soggetto del tatuaggio può essere legato ad un vissuto o ad un evento da ricordare. Può essere il volto o il nome di un caro, una data speciale. Allo stesso modo può servire a manifestare il proprio gusto estetico, un credo religioso, una passione o una cultura.

A proposito di cultura e tradizione, nel prossimo paragrafo prenderemo come esempio i Maori, una popolazione della Polinesia per la quale il tatuaggio è da sempre un mezzo espressivo particolarmente importante.

Tattoo maori: espressione di appartenenza

Il tatuaggio maori nasce dalle tribù della Polinesia per poi diffondersi in tutto il mondo. Serve a contraddistinguere i membri delle tribù del posto. Un esempio è il moko, tatuaggio destinato a chi appartiene alla tribù e allo stesso tempo si è distinto da tutti gli altri per meriti particolari.

I tatuaggi maori si dividono in due categorie: enata ed etua. I primi raffigurano elementi della propria vita privata come il luogo in cui si è nati o le relazioni familiari. I secondi, invece, sono dei veri e propri talismani portafortuna.

Il tatuaggio maori, inoltre, serve ad esprimere il passaggio dell’individuo dall’età infantile a quella adulta. Il primo tatuaggio viene realizzato in volto e quelli che seguono posso abbellire braccia, torace, ombelico, gambe, etc.

Tattoo: espressione dell’universo interiore

Come nella cultura maori, anche nel resto del mondo il tatuaggio svolge una funzione espressiva molto importante. Sempre più spesso viene scelto come mezzo per comunicare all’esterno, e non solo, qualcosa di sé.

Pensiamo, ad esempio, alle dichiarazioni d’amore e di legame dei tattoo di coppia, o a quelle di affetto nei tatuaggi dedicati a familiari ed amici. Spesso si sceglie di tatuarsi riferimenti a persone care non più in vita (nomi, volti, simboli) come espressione di un legame eterno.

Oltre a comunicare un concetto all’esterno, infine, il tatuaggio è un mezzo per “comunicare a se stessi” qualcosa di importante, come un motto, una citazioni o un buon proposito da tenere sempre “a vista”.

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