PassioneTattoo intervista Daniele Signore di Hannibal Tattoo

logoHannibal-TattooEccoci con la prima delle nostre interviste. PassioneTattoo inaugura una nuova rubrica dedicata non ai tatuaggi ma a chi li fa. Intervisteremo i migliori professionisti d’Italia, non solo per promuovere i migliori studi italiani, ma anche per fornire ai nostri lettori un ampio ventaglio di scelte.

Il tatuaggio è una cosa seria, ed è a tatuatori professionisti che dovete rivolgervi per il vostro inchiostro. Inaugura la nostra rubrica Daniele, tatuatore professionista di Roma e titolare di Hannibal Tattoo.

Ciao Daniele, benvenuto su PassioneTattoo. Parlaci un po’ del tuo studio. Dove hai il tuo laboratorio? E da quanto?

Hannibal Tattoo nasce a Roma nel Febbraio 2010.

Nulla è stato lasciato al caso, si è scelta la Garbatella come zona perché ricca di storia e dall’animo popolare e accogliente come pochi quartieri riescono ad essere. Per la scelta del locale si è cercato un angolo tranquillo del quartiere ma che fosse ben collegato con i trasporti pubblici, locali e nazionali; infatti lo studio si trova a 200mt dalla metropolitana e a 400mt dalla Stazione Ferroviaria.
All’interno si è puntato su un design minimalista, capace di trasmettere da un lato l’essenzialità e allo stesso tempo spogliare del superfluo lo studio, lasciando libero il pensiero del cliente senza distoglierlo dal  motivo per cui si trova li.

Quello del tatuatore è un mestiere non esattamente ordinario. Quando hai deciso di cominciare? Come hai mosso i primi passi? Ci parli un po’ della tua gavetta?

Mi sono avvicinato al mondo dei tatuaggi ormai tredici anni fa, affascinato da quest’arte indelebile di “scrivere sul proprio corpo la propria storia”.

Per molti anni mi sono solamente tatuato e mentre approfondivo alcune conoscenze di questo ramo artistico, mi dilettavo con quadri e lavori di aerografia.

Per un periodo mi sono dedicato principalmente allo studio di tecniche grafiche, accorgendomi poi che potevo fonderle con quanto già sapevo fare a livello manuale, dando vita a qualcosa di nuovo ogni volta.

Dopo un viaggio in Europa dove ho potuto apprezzare cosa significasse lavorare dentro uno studio di tatuaggi e le varie realtà che lo circondano, decisi che quello e solo quello sarebbe stato il mio futuro. A fine 2009 ho conseguito l’attestato per poter esercitare in Italia e a Febbraio 2010 Hannibal Tattoo era già aperto, un sogno che diventava realtà.

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I tatuaggi sono diventati alla moda, grazie anche a VIP e calciatori. Come è cambiato il mondo dei tattoo da quando a tatuarsi non sono solo tipi eccentrici?

A dire il vero, da un lato forse sono quasi contento di vedere VIP e calciatori tatuati, hanno dato una bella mano a togliere l’alone negativo che circondava i tatuaggi.

Dall’altra però ho paura che tutto questo possa portare alcuni a perdere di vista l’essenza del tatuaggio, e così a volte capita che chi si viene a tatuare, senza nemmeno rendersene conto, critica i tatauggi altrui senza pensare che ognuno si tatua quello che vuole e come vuole, e che nessuno è obbligato a dare spiegazioni sui propri tatuaggi.

Ci tengo però a dire che nonostante sia innegabile che il tatuaggio è diventato anche una moda, è altrettanto vero che è ancora possibile distinguersi con pezzi originali e di forte impatto.

Ed è per questo che quando mi si chiede di uscire dai canoni classici … il mio passato mi porta a proporre lavori che comprendano sia lavori grafici che pittorici, avvicinandomi molto allo stile Trash Polka.

Qual è la richiesta più strana che un cliente ti ha fatto?

Potrei dirti che la richiesta di un tatuaggio non è mai strana, e che spesso più sono ricercate o assurde e più sono cariche di significato.

Senz’altro però è da riconoscere l’originalità di alcuni, ad esempio un ragazzo mi ha chiesto di realizzargli il proprio ritratto sul gluteo sinistro.

Come particolare è senza dubbio la scelta di tatuarsi dei cartoni animati in versione “soft-porno” o altri, diametralmente opposti, che hanno scelto di portare sul proprio corpo opere d’arte di pittori come il  “Composition VIII” di Kandinsky Wassily del 1911 o il quadro del “Viandante Sul Mare Di Nebbia” di Caspar David Friedrich addirittura del 1819.

In quali stili ti sei specializzato nel corso degli anni? E perché?

In questi 3 anni ho potuto valutare attentamente quali fossero gli stili o i tatuaggi che più mi davano gusto.

Oggi mi sento di dire che, pur tatuando una gran varietà  di stili, quelli dove provo più soddisfazione sono lo stile simile al Trash Polka di cui dicevo prima ma fondamentalmente mi piace ogni tatuaggio dove sia libero di mettere colore e ancora colore.

Ultimamente sto approfondendo molto il discorso cover-up con ottimi risultati anche su pezzi che a prima vista sembrano irrecuperabili.

Le cover-up mi appassionano perché oltre a decorare il corpo del cliente, risolvono anche un problema. In più ogni cover up presenta differenze dalle altre e quindi parte una sfida ogni volta, dura ma divertente anche nell’interazione col cliente.

C’è qualche tradizione dei tatuaggi che vorresti esplorare in futuro?

Uno stile che voglio assolutamente approfondire e che mi piace moltissimo sono i Dotworks. Ne ho fatti gia alcuni in molte varianti ma devo ammettere che mi piacerebbe proprio avere il tempo per poterne studiare la tradizione e un pò tutto quello che gli gira intorno.

Un consiglio per i nostri lettori che stanno per farsi il primo tatuaggio?

A tutti quelli che approcciano al mondo dei tatuaggi consiglio di scegliere attentamente il tatuatore a cui donare una parte del proprio corpo e soprattutto di ragionare molto bene sul soggetto da tatuarsi.

Non sottovalutare mai la difficoltà del tatuaggio credo sia la base di un ottimo risultato, sia se si è nella posizione del tatuato che quella del tatuatore.

Con Daniele di Hannibal Tattoo chiudiamo qui la nostra intervista. Potete contattarlo attraverso il suo sito web, ospitato da PassioneTattoo. A presto e buon tatuaggio!

Potete trovare tutte le informazioni su Hannibal Tattoo sul suo sito web.

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