La storia dei tatuaggi – Prima parte

Uomo primitivo con TatuaggioI tatuaggi, così come li conosciamo, sono una risultante di secoli, se non millenni, di tradizioni che sono nate in posti diversi, e che si sono comunque andate influenzando grazie ai contatti delle civiltà del passato.

I tatuaggi hanno tradizioni antichissime, che vanno dal neolitico ai giorni nostri, tradizioni con tecniche che sono andate migliorandosi e che hanno attraversato il corso dei secoli, acquisendo significati tra i più disparati e segnando qualità umane e rapporti sociali.

Il primo caso: la mummia di Otzi

Otzi è una mummia che è stata ritrovata ormai tantissimi anni fa, e che viene datata dagli specialisti intorno al 3300 a.C. Avete capito bene, una mummia di oltre 5000 anni fa che riporta ben 57 tatuaggi, il grosso costituito da linee parallele di 15 centimetri che sembrano denotare un utilizzo terapeutico del tatuaggio: sarebbero serviti, in quelle società primitive, a curare l’artrite.

Metodi sì primitivi, ma che dimostrano tecniche antichissime e con funzioni non sociali o di abbellimento come quelle moderne, ma più squisitamente mediche. Inutile sottolineare come i tatuaggi ne abbiano fatta davvero tanta di strada, e come ai giorni nostri queste funzioni terapeutiche siano praticamente sparite dalla faccia della terra.

Altre tradizioni

– I tatuaggi cinesi

Nella Cina antica i tatuaggi sono sempre stati associati a criminali e banditi, sin dai tempi risalenti della dinastia Zhou (che data tra il 1000 e il 250 a.C.). Tatuare ideogrammi che segnavano schiavi e criminali incalliti è una tradizione che si è prolungata fino ai giorni nostri, essendo sparita praticamente solo all’inizio del 1900. Anche Marco Polo noterà questi tatuaggi, riportando nel suo Milione come alcuni degli abitanti della Cina più occidentale mostrassero disegni sul corpo che venivano eseguiti con l’aiuto di un ago, tatuaggi appunto.

La tradizione Cinese avrà fortune alterne, proibita dalle autorità perché potente strumento repressivo, ma continuamente ricercata dalla popolazione per motivi estetici e non.

India e Antico Egitto

Anche in India e nell’antico Egitto venivano praticati tatuaggi, con scopi che sembrano essere relegati a simboli culturali e di appartenenza a diverse tribù. Gli stessi stili usati più di 2 millenni fa sono ancora utilizzati nel subcontinente indiano, nel Medio Oriente (soprattutto in quello più tribale e meno influenzato dall’Islam) e nel Nord Africa.

Date un’occhiata ai disegni del tempo e troverete imperatori e dei tatuati di tutto punto, con bellissimi motivi che dovreste forse far vedere al vostro tatuatore personale.

Le Filippine

Uomo filippino con corpo tatuatoI tatuaggi sono stati popolari nelle Filippine sin da prima l’invasione spagnola di queste meravigliose isole. Nell’isola di Luzon i tatuaggi avevano funzioni apotropaiche e magiche, molto simili a quelli della mummia di Otzi, della quale abbiamo già potuto parlare.

Dei tatuaggi filippini parlano i diari degli invasori spagnoli, che segnalavano come i tatuaggi fossero segni di distinzione sociale, adatti ad imprimere permanentemente il rango di un giovane guerriero o di un vecchio saggio.

L’ Europa

Anche l’Europa ha tradizioni antichissime per quanto riguarda i tatuaggi. I Pitti (il cui nome vuol dire appunto “dipinti” e gli fu affibbiato dai Romani) erano soliti tatuarsi sulla faccia e su alcune parti del corpo, allo scopo di individuare i guerrieri tribali e spaventare le altre popolazioni che con i Pitti non avevano mai avuto buoni rapporti di vicinato.

I pitti utilizzavano colori basati sul rame e anche scarnificazioni, delle quali parla diffusamente Giulio Cesare nel quinto libro del “De Bello Gallico”, se siete interessati ad un approfondimento.

Anche alcune popolazioni della Scandinavia erano solite tatuarsi, soprattutto tra i guerrieri. Una tradizione che successivamente incontrerà l’opposizione del dilagante cristianesimo, che considererà i tatuaggi come simboli pagani e ne ostacolerà la diffusione.

Il Giappone

Abbiamo già avuto modo di parlare diffusamente dei tatuaggi giapponesi in altre pagine di questo sito web, anche se qui vale la pena ritornarci.

I tatuaggi in Giappone risalgono addirittura al 10.000 a.C., progenitori di una tecnica che è andata progressivamente migliorandosi e che è diventata quella che oggi tutti conosciamo. Prostitute, lavoratori e addetti al fuoco erano soliti tatuarsi per rendere ovvia la propria condizione sociale e anche in Giappone i tatuaggi incontreranno l’opposizione dell’autorità costituita: dal 1720 in poi diventeranno praticamente appannaggio esclusivo dei criminali, inclusi i Samurai decaduti.

La Persia

Braccio con tatuaggio persianoAvete presente il film 300?

Ecco, la riproduzione dei tatuaggi portati con orgoglio dall’imperatore e da molti dei soldati è piuttosto accurata. I tatuaggi sono stati molto diffusi durante il governo degli Acamenidi, periodo durante il quale tatuaggi, scarnificazioni e piercing erano la moda più cool da poter seguire.

Tatuaggi in ogni parte del corpo, che riempivano di sorpresa chi con i persiani si trovava a combattere  o a mercanteggiare, greci inclusi. L’imperatore stesso, ritenuto un Dio, era solito tatuarsi sul collo e sulla faccia, con motivi semplicemente stupendi e atti a dimostrare la sua superiorità, economica, sociale e ontologica sul resto della popolazione. A far bella mostra insieme a tatuaggi facciali c’era un gran numero di piercing e scarnificazioni, in un tripudio di modificazioni del corpo che ancora oggi stenta a trovare dei degni rivali.

La Persia antica è stata un paradiso per gli amanti dei tatuaggi, cosa abbastanza curiosa se paragonata al moderno Iran, dove i tatuaggi, per una prescrizione coranica, sono praticamente fuori legge.

Una storia lungamente ostacolata

La storia dei tatuaggi è una storia, a grandi linee, di proibizione, criminali e fuorilegge. E’ per questo motivo che continuano a conservare quel carattere trasgressivo ancora oggi, quando sono diventati piuttosto comuni e oggetto di culto e vanto di una larga fetta della popolazione. Sulle proibizioni, legali e religiose, avremo modo di tornarci su altri articoli.

Per ora vi basti sapere che di nemici, i tatuaggi, se ne sono fatti tantissimi nel corso degli anni, comprese le tre religioni monoteiste e i governi di mezzo mondo. Criminali, prostitute, uomini di malaffare e liberi pensatori: è questo l’esercito dei tatuaggi, sin dalla notte dei tempi.

CONTINUA A LEGGERE: la seconda parte della storia dei tatuaggi

 

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