I tatuaggi irezumi: la storia

tatuaggi giapponesi irezumiCon il termine irezumi si intendono i tipici tatuaggi giapponesi, tatuaggi di antichissima origine che rispecchiano pienamente l’affascinante complessità del popolo nipponico e della sua cultura.

Oggi vediamo insieme la storia e le principali caratteristiche di questa particolare tipologia di tatuaggi.

La storia

La nascita dell’irezumi (dal giapponese ireru, cioè inserire e sumi, cioè inchiostro) risale probabilmente al VI secolo a.C., epoca a cui appartengono alcune statuine di terracotta con il volto segnato da tatuaggi, rinvenute all’interno di tombe Kofun nella regione del Kinki.

Un’altra antica testimonianza dell’irezumi è contenuta nell’antologia imperiale Nihon Shoki (720 d.C.), nella quale si narra che l’imperatore Richu ordinò di tatuare con l’inchiostro nero la zona vicino all’occhio destro della salma di un traditore della corte.

Ma, probabilmente, fu dalla Cina dei Tang (VII secolo) che il Giappone ereditò l’accezione negativa del tatuaggio, che divenne un marchio punitivo: con indelebili segni neri sulla pelle venivano marchiati i criminali, che, così, erano condannati all’isolamento dal resto della comunità.

Nel periodo Tokugawa, poi, l’irezumi assunse un ulteriore significato, divenendo emblema del sentimento amoroso: nacque l’usanza che i due innamorati si tatuassero un puntino nero sulla mano, tra il polso e l’attaccatura del pollice, in modo che, stringendosi la mano, la punta del pollice dell’uno avrebbe toccato il neo tatuato sulla mano dell’altra e viceversa.

Un’altra pratica romantica consisteva in una sorta di voto sotto forma di tatuaggio: l’innamorato si faceva tatuare il nome dell’amato (o dell’amata) accanto all’ideogramma significante vita accettando anche, nel caso che l’amore prima o poi fosse finito, di sottoporsi alla dolorosissima rimozione del tatuaggio.

Successivamente, l’irezumi cadde in disuso e tornò a diffondersi solo a partire dalla seconda metà del ‘700 e a questo rinnovato interesse per l’irezumi contribuirono sostanzialmente due fattori.

Fu determinante, senza dubbio, la pubblicazione de La nuova edizione illustrata del Suikoden, nella quale comparivano personaggi che avevano sul corpo bellissimi tatuaggi. Non meno importante, però, fu la nascita del corpo dei pompieri di Edo, che, condividendo pienamente i valori rappresentati dai protagonisti del Suikoden, decisero di emulare questi ultimi, facendo tatuare anch’essi la propria pelle.

A poco a poco gli irezumi divennero sempre più estesi, fino a giungere, nel XIX secolo, al tipo di iconografia diffuso ancora oggi, che prevede la copertura totale di schiena e glutei, nonché la copertura di metà coscia e del petto (del quale rimane esclusa solo la parte centrale).

Ma durante lo stesso XIX secolo l’irezumi conobbe una nuova crisi, quando, considerato non idoneo alla morale pubblica, venne vietato.

Per di più, con l’apertura del Giappone al mondo occidentale, si cominciò a temere che l’uso di tali costumi autoctoni potesse apparire ridicolo all’occhio dello straniero. Ma, inaspettatamente, fu proprio questo scambio culturale a determinare una nuova ripresa dell’irezumi.

A poco a poco, infatti, un numero crescente di occidentali divenne cliente dei grandi maestri del tatuaggio giapponese, risollevando, dunque, le sorti di questa straordinaria forma d’arte.

Le caratteristiche generali

Un primo importante elemento che contraddistingue i tatuaggi irezumi è la loro estensione.

Quando si parla di irezumi, infatti, nella maggior parte dei casi ci si riferisce a tatuaggi di grandi dimensioni, che occupano ampie porzioni di pelle e, talvolta, arrivano addirittura ad estendersi sulla quasi totalità della superficie del corpo (ad eccezione, in genere, di testa, mani e piedi).

Ma non è solo questo a far sì che gli irezumi appaiano, già al primo sguardo, delle vere e proprie opere d’arte.

In questi tatuaggi nulla è lasciato al caso, né una sfumatura di colore, né la posizione o la dimensione di un soggetto: insomma, ciascun particolare (anche quello che, in apparenza, può sembrare minimo e insignificante) è il frutto di una scelta ben ponderata, presa dal tatuatore insieme al cliente.

Ed ecco che nei tatuaggi irezumi si rispecchiano pienamente la grande puntigliosità del popolo giapponese ed il suo amore per l’estrema precisione (che, talvolta, si trasforma in tentativo di rasentare la perfezione).

Questo, però, non significa affatto che i tatuaggi irezumi abbiano un valore puramente decorativo. Al contrario, l’intricato insieme di disegni, più o meno simbolici, che li costituisce serve, in primo luogo, ad esprimere il carattere di colui che porta tali immagini sul proprio corpo o a raccontare eventi che hanno segnato la sua vita, in positivo o in negativo.

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1 Commento

  1. Salve . Vorrei un consiglio . A marzo divento nonno per la prima volta e vorrei tatuarmi. Non riesco a trovare niente che simboleggi una nascita a parte il fiore di loto che è dedicato alle madri . Vorrei dare una continuazione al giapponese che ho già dove si raffigura una geisha attorniata di farfalle e un fiore di magnolia . In attesa di una vostra, sauto Cordiamente ……………………………………………Ottavio ,

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