I tatuaggi del mondo criminale: un po’ di storia

Negli ultimi anni il tatuaggio sta spopolando sempre di più, diventando ormai una consuetudine e una forma d’arte.

Quello che ci porta a voler imprimere qualcosa sulla nostra pelle è il voler mostrare, sotto forma di “marchio” ciò che ci contraddistingue, ciò che abbiamo vissuto, ciò a cui apparteniamo.

Sebbene ora questo non crei un motivo di scandalo o di chiacchiericcio, nel passato non è stato sempre così.

Brevi cenni storici

Se pensiamo al tatuaggio come ad una moda recente sbagliamo di grosso, ed anche se proviamo a datarlo in epoca moderna pecchiamo di ingenuità.

A quando risalgono allora i primi tatuaggi documentati nella storia?

Il più antico, rinvenuto su di un corpo di un uomo congelato e perfettamente conservato sulle Alpi italo-austriache e soprannominato Otzi, risale ben a 5300 anni fa!

Ma anche nel popolo dell’antico Egitto era consuetudine marchiarsi la pelle, come raffigurato su delle pitture funerarie e come testimoniano alcune mummie datate 2000 a. C.

Tatuaggi… criminali!

Prima che diventasse un’arte tanto in voga, i tatuaggi venivano attribuiti al mondo criminale, e a quello dei galeotti; questo perché in determinati ambienti rappresentavano un simbolo di appartenenza ad un gruppo o di potere.

Nella storia del tatuaggio del mondo criminale ha notevole importanza quello russo in cui troviamo un vero e proprio linguaggio, complesso, simbolico e incomprensibile ma che cela un mondo fatto di gang e associazioni criminali.

Stessa rilevanza nella società Giapponese dove nell’antichità, i criminali venivano marchiati come segno di punizione, mentre in epoche più recenti la Yakuza (la “mafia giapponese”) ha portato il tatuaggio ad essere un segno per contraddistinguersi e incutere timore.

Ancora oggi in Giappone ci sono luoghi in cui viene vietato l’accesso a persone tatuate, come ad esempio nelle terme. Forse perché la paura di trovarsi davanti un gangster è troppa?

I tattoo come segno di una vita dietro le sbarre

Ecco alcuni dei simboli più comuni nella storia dei tattoo da criminali:

  • Ragno e ragnatela stanno a raccontare il tempo passato in prigione;
  • La croce sul petto, descrive una vita da ladro;
  • Le carte da gioco, una vita volta all’azzardo;
  • Le lacrime una vita da sicari.

Il simbolismo dunque è la chiave di lettura di un tattoo dai più comuni a i più pericolosi!

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